"Gli omosessuali devono o accettarsi o uccidersi. Non c'è altra via d'uscita.."
-Alfredo Ormando
Il 13 gennaio 1998 Alfredo Ormando, uno scrittore italiano di trentanove anni, giunse a Roma alle prime luci dell'alba. Dopo un lungo viaggio dalla Sicilia, si portò nella grande piazza vuota del Vaticano e, con lo sguardo rivolto alla Basilica, si chinò come per pregare. Fece un rapido gesto con la mano e improvvisamente fu avvolto in una vampa di fuoco. Davanti alla Chiesa e, come sperava, davanti al mondo, Alfredo Ormando si era dato in pasto alle fiamme:
" Spero che capiranno il messaggio che voglio lasciare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l'omosessualità e al tempo stesso la natura tutta, perché l'omosessualità è sua progenie."
Nel 2000, l'anno del Giubileo, papa Giovanni Paolo II chiamava a raccolta i suoi fedeli nello stesso luogo dove Alfredo Ormando si era dato fuoco due anni prima, dicendo loro che l'omosessualità era “innaturale”, e che la Chiesa aveva il “dovere di distinguere fra il bene e il male”. Nel 2005, l'allora cardinale Razinger, e oggi papa Benedetto XVI, si è prodigato a professare sentenze ancor più dure verso gli omosessuali, dando inizio a una vera e propria caccia alle streghe nei confronti dei gay all'interno del clero cattolico, combattendo in tutto il mondo la legalizzazione delle unioni dello stesso sesso e diffondendo il messaggio che gli omosessuali non hanno posto nel regno di Dio.
Documentario della durata di un'ora, ALFREDO'S FIRE porta in vita l'uomo dietro le fiamme e le questioni che il suo incendio ha rischiarato. Attraverso il riassemblaggio di una quantità sterminata di lettere, dei diari e il romanzo autobiografico di Alfredo, Il fratacchione, si permette ad Alfredo stesso di essere la voce narrante del film e di raccontare la sua storia nel suo farsi, diversamente da altri documentari con punto di vista retrospettivo. Le interviste con la famiglia, gli amici, gli attivisti e le persone del clero, sono giustapposte a riprese di manifestazioni e altri eventi, materiali d'archivio televisivi, e a un immaginario e un punto di vista suggestivi. L'intersecarsi di temi visuali opposti (bellezza e decadenza, moderno e antico, sacro e profano) offre una lente di interpretazione variabile, nonché un'allegoria delle realtà conflittuali fra religione, società e individuo.
ALFREDO'S FIRE affronta una problematica spesso rinviata nella battaglia di emancipazione omosessuale: il rapporto fra la discriminazione anti-gay e l'intolleranza religiosa e, ironicamente, il valore dell'espressione spirituale. Un martire sospetto, Alfredo ha congiunto, con la miccia di un fiammifero, una storia di persecuzione e autoannientamento alla speranza di comunione. L'incendio che lo ha consumato è anche quello che lo ha illuminato, permettendogli di uscire dal buio ed essere visto in una società che preferirebbe piuttosto non vedere. Era un fuoco, Alfredo credeva, che l'avrebbe avvinto a un Dio nella cui immagine egli non avrebbe mai potuto riflettersi mentre in vita.
Rappresentando contemporaneamente l'accensione e l'estinzione di una forza vitale, il fuoco è il leitmotiv appropriato per esplorare la tematica di omosessualità e religione. Esso sostanzia simultaneamente la purificazione, la comunione con un Dio elusivo, l'autodistruzione, l'espressione di rabbia e di passione consumata, e la liberazione di sentimenti e ideali nutriti da gay e lesbiche nei vari angoli del pianeta. Rievocando il rogo degli omosessuali da parte della chiesa nel Medioevo, il fuoco di Alfredo, come il film da cui prende il nome, è sia una memoria che una forma di protesta: “che non accada mai più”.
Mostrando la vita e la morte di un uomo che era al tempo stesso attratto e respinto dai propri desideri più profondi, il film mette a nudo questioni attuali riguardanti l'incontro tra fede e sessualità. Sono stati prodotti svariati documentari a “tematica gay”. Generalmente sono basati su casi di omofobia, di discriminazione o di emancipazione: gay come vittime o vincitori. Disinteressati a siffatti dualismi o al puro “attacco alla religione”, intendiamo indagare la natura dell'oppressione, ma anche la responsabilità di essere diversi nella società. Anziché glorificare il gesto di Alfredo, interpretiamo la sua storia come una cartina di tornasole e uno specchio da rivolgere alla società.
L'incendio che Alfredo ha appiccato è emblematico della lotta di accettazione compiuta da gay e lesbiche all'interno delle istituzioni religiose e sociali, ma anche dell'istinto universale a migliorasi, a essere visti e accettati a dispetto della differenza personale. Nel ricomporre l'esistenza lacerata di un uomo, Alfredo's Fire offre un lampo di speranza e compassione: una scintilla alla luce della quale ricordare, testimoniare, ed emergere dal buio.




